Prix Italia

Messinscena radiofonica dal ’24 agli anni ’60

In Italia, dall’inizio delle trasmissioni degli anni Venti fino al dopoguerra, la messinscena radiofonica era considerata soprattutto un mezzo di propaganda. In seguito venne la musica a monopolizzare l’interesse degli ascoltatori. Ma intanto le possibilità del teatro radiofonico crebbero anno dopo anno.

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L’uccellino della radio

Il vero nome di quello che i più conoscono come l’uccellino della radio è: segnale di intervallo. Si poteva ascoltare negli intervalli durante le pause o fra una trasmissione generata in un certo luogo e una generata in un altro. Una sequenza di quattro suoni simili a cinguettii utilizzati in onde medie e corte dall’EIAR e poi dalla RAI, in particolare quando cambiava la stazione generatrice del segnale (circostanza detta di inversione).

Prima della radio la radio fu l’Araldo telefonico

Nel 1910, l’ingegner Luigi Ranieri dette l’avvio a un progetto di radio prima della radio. Lo chiamò Araldo telefonico e le sue trasmissioni coprivano tutta la città di Roma. L’Araldo Telefonico fu attivo dal 1909 e fu il primo sistema di broadcasting italiano.

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Rai: la mamma super-tecnica

Molti sono i lavori di prosa e fiction di RadioRai e tanti i premi che l’azienda di Stato è riuscita ad accaparrarsi per l’ottima qualità e originalità delle opere proposte. Un patrimonio reso ancor più prezioso grazie a un attento e innovativo lavoro di realizzazione tecnica.

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Storia della radio: dal Coesore al DAB

Una serie di tappe storiche, con un approccio tecnico ma anche sociale, che segnano la storia della radio, un mezzo di comunicazione che non finirà mai di stupirci per funzionalità sempre nuove e diverse che acquisisce col tempo e unendosi ad altri media.

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Radio: una breve storia che non finisce mai

Prima tappa fondamentale per la nascita dell’apparecchio radio è il 1906, quando l’ingegnere americano Lee De Forest inventa il triodo. Questa è la prima valvola amplificatrice dei suoni. Partendo dalla valvola a diodo (composta da un catodo e un anodo) realizzata da Fleming, l’ingegnere inserisce un terzo elemento (griglia) perché le variazioni di tensione su