Nando Gazzolo

Nando Gazzolo, Ferdinando all’anagrafe, nacque a Savona il 16 ottobre 1928. Fu attore e doppiatore tra i più prolifici e colti del panorama artistico italiano. L’unico dubbio sulla carriera rimane se fosse più bravo come attore o come doppiatore…

Nando Gazzolo nel 1981

Nando Gazzolo nel 1981

Nando era figlio dell’attore e doppiatore Lauro Gazzolo e dell’annunciatrice radiofonica Aida Ottaviani Piccolo con la quale crebbe dopo la separazione dei genitori. Suo fratello maggiore era l’attore Virginio Gazzolo.

Per le sue origini familiari fu dunque naturale il suo esordio in radio. Fu presto considerato uno dei doppiatori più importanti della CDC (Cooperativa Doppiatori Cinematografici).
Debuttò giovane anche in teatro con Antonio Gandusio. Nel 1951 raggiunse già un discreto successo di pubblico in “Antonio e Cleopatra” allestito da Renzo Ricci.
Proseguì la sua carriera in teatro con Orazio (“Amleto” di Shakespeare) ma, dalla metà degli anni ’50, iniziò a lavorare in modo assiduo per il doppiaggio intraprendendo una brillante carriera televisiva. In TV conquistò la più vasta popolarità. Il suo volto e la sua straordinaria voce sono legati a numerosi sceneggiati e radiodrammi (“Capitan Fracassa”, “La cittadella”, “La fiera della vanità”, tutti diretti in radio da Anton Giulio Majano).

Gli anni sessanta e la consacrazione

L’esordio nel cinema fu nel 1961 con “Costantino il Grande”. Molto più intenso e ricco di contratti è stato però il suo lavoro nel doppiaggio cinematografico: infatti Nando Gazzolo prestò la voce a star del calibro di David Niven, Michael Caine, Frank Sinatra, Yul Brynner, Marlon Brando, Robert Duvall, Donald Sutherland, Laurence Olivier, Clint Eastwood, Louis Jourdan, Henry Fonda e moltissimi altri.

Nel 1968 fu il protagonista della serie televisiva italiana “Sherlock Holmes”. E nel 1971 fu Thomas nello sceneggiato I Buddenbrook di Thomas Mann.
Nello stesso periodo, e per molti anni a seguire, divenne testimonial di un liquore per Carosello (Amaretto di Saronno, vedi qui).
Negli anni ottanta partecipò come narratore ai Raccontastorie, raccolta di fiabe per bambini lette da attori e doppiatori italiani.
Sul palcoscenico di teatro è stato diretto da Walter Pagliaro, Mario Ferrero, Dario Fo, Orazio Costa, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi e Sandro Sequi. Tra gli allestimenti teatrali memorabile (ma contrastato) quello nel 1976 della commedia di Dario Fo “Chi ruba un piede è fortunato in amore”.
Nando Gazzolo lesse per la radio le opere di poeti come D’Annunzio, García Lorca, Leopardi, Neruda, Montale, Pascoli, Pasolini, Quasimodo, Saba, Ungaretti.
Dal 2002 lo troviamo in una collana di CD con una vasta selezione di brani di prosa e poesia.
Nando Gazzolo muore il 16 novembre 2015, aveva 87 anni.

«Aveva una dizione perfetta, porgeva e scandiva le battute in modo da lasciar capire tutto al pubblico, anche quando sembrava sussurrasse.»

Nando Gazzolo: attore o doppiatore?

Da un’intervista di Andrea Razza e Gerardo Di Cola, 31/10/2011, riportiamo le seguenti riflessioni di Nando Gazzolo sulla sua carriera:

«Mi videro in teatro e pensarono: “questo qua ce lo prendiamo noi, perché questo è proprio bravo e gli facciamo fare il doppiaggio”. E fu un errore mio accettare, perché secondo me dovevo proseguire tranquillamente per il mio teatro che amavo tanto. Mio padre ci teneva che lo facessi con lui. Son quelle cose che capitano perché ci sono padre e figlio. (…) Ma non è stata mai una passione. Non ho mai detto “ah che bello volevo fare il doppiaggio”, anzi dirò di più… il doppiaggio è un tradimento! È un tradimento molto grave. Il doppiaggio può falsare completamente la personalità dell’attore, può distruggerla, può cambiarla completamente ed è sbagliatissimo. (…) Credo che, soprattutto in opere di altissimo livello come l’Otello, bisognerebbe sentire l’attore che recita nella propria lingua».

Intervista a Nando Gazzolo

 

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