Umberto Benedetto

Umberto Benedetto (Patti, 11 settembre 1915 – Firenze, 11 marzo 2003) è stato un regista italiano.
Lascia la natia Patti per approdare, giovanissimo, a Firenze presso la cui Università si laurea dapprima in Giurisprudenza e poi in Filosofia. I motivi del trasferimento sono dovuti al fatto che il padre, ispettore scolastico, aveva ricevuto un incarico nel contesto della riforma scolastica voluta dall’allora ministro Giovanni Gentile.
Appassionato di teatro – già nel 1942, per la compagnia del Teatro nazionale dei Guf di Firenze di Via Laura, riduce Le serve al forno di Jacopo Angelo Nelli, e dirige Reputazione, novità, un atto di Augusta Gregory, succedendo alla guida di Giorgio Venturini – entra nel 1944 a Radio Firenze, sede regionale dell’allora Eiar, da dove prenderà il via la sua attività di regista. Fu tra i primi ad occuparsi del Teatro Sperimentale di Firenze, affermandosi, in seguito, alla Radiotelevisione per la quale ha diretto la Compagnia di Prosa di Firenze, spaziando dal radiodramma alla rivista, dai romanzi alla lirica, prevalentemente sotto l’insegna della Rai. Grande estimatore di Leonardo Sciascia, presenta in radio praticamente tutte le sue maggiori opere. Tra i suoi lavori più apprezzati La porta chiusa di Marco Praga, Frammenti di Eugene O’Neill, Le sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, Resurrezione di Tolstoj, Il sistema Ribadier di Georges Feydeau.
L’11 aprile del 1953 va in onda la prima puntata del programma regionale radiofonico Il grillo canterino da lui ideato e diretto, trasmesso fino al 1970.
Viene premiato nel 1971 con l’attribuzione del premio Ondas, ai tempi riconoscimento di carattere internazionale per la radiofonia. Si calcola che abbia prodotto più di 6500 regie, tra rappresentazioni visive e lavori per emittenza radio. Attori che avrebbero in seguito assunto un ruolo di grande notorietà nel panorama teatrale italiano devono a lui una sorta di ulteriore valorizzazione; Gino Cervi, Emma Gramatica, Giorgio Albertazzi, Salvo Randone, Arnoldo Foà, Walter Maestosi, Giorgio Piamonti, Nando Gazzolo, Antonio Maria Magro sono stati alcuni tra i protagonisti dei tanti lavori diretti da Benedetto il quale è stato anche direttore del Piccolo Teatro della città di Firenze. Tra gli interessi che ha coltivato figurano in maniera rilevante la Cucina e il Calcio: è stato infatti membro dell’Accademia Italiana della Cucina e consigliere della Fiorentina calcio. Gradualmente dagli anni novanta dirada gli impegni restando comunque in Rai fino al 1995. L’ultima regia è Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia con protagonisti Turi Ferro e Antonio Maria Magro, nel febbraio dello stesso anno.
Ottenne, fra i tanti premi, il Microfono d’Argento e il Premio dell’Ascoltatore per la regia radiofonica. Fu presidente della giuria del Premio Vallecorsi per il teatro, a Pistoia. A Firenze sulla facciata del Palazzo delle Cento Finestre, che ospitò la sede Rai della città dal 1944 al 1967, è affissa una targa “in ricordo di Umberto Benedetto Pioniere dell’arte radiofonica, maestro insuperato del radiodramma, regista teatrale e lirico”.
Nel 1978, nei panni di uno zio di buon cuore, partecipò come attore al film Eutanasia di un amore. Muore a Firenze l’11 marzo 2003. Il Lions Club di Firenze, nel 2003, gli ha intitolato il Premio Musica e Teatro.

Prosa radiofonica RAI:
L’orologio a cucù di Alberto Donnini, trasmessa il 25 febbraio 1951.
Parole sui vetri della finestra di William Butler Yeats, trasmessa il 2 aprile 1952.
La torre sul pollaio di Vittorio Calvino, trasmessa il 4 dicembre 1956.
Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia (drammaturgia di Giancarlo Sbragia), trasmessa il 24 gennaio 1967.
Buon viaggio, Paolo di Gaspare Cataldo, trasmessa il 2 agosto 1967.
La donna vestita di bianco di Wilkie Collins, trasmessa il 22 settembre 1969.

(FOTO: Targa commemorativa sul palazzo delle Cento Finestre a Firenze)

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