Radio: una breve storia che non finisce mai

Prima tappa fondamentale per la nascita dell’apparecchio radio è il 1906, quando l’ingegnere americano Lee De Forest inventa il triodo. Questa è la prima valvola amplificatrice dei suoni. Partendo dalla valvola a diodo (composta da un catodo e un anodo) realizzata da Fleming, l’ingegnere inserisce un terzo elemento (griglia) perché le variazioni di tensione su di esso riescano a controllare variazioni proporzionali e molto più grandi. Ottiene così che il flusso di elettroni tra catodo e l’anodo sia potenziato e nasce il triodo, prima valvola alla base degli amplificatori per molti anni.

PRIME TRASMISSIONI RADIO

Sempre nel 1906, per l’esattezza il 24 dicembre, proprio per la vigilia del Natale di quell’anno, Reginald Fessenden realizza la prima trasmissione radio. Marconi e Braun avevano reso possibile il telegrafo senza fili, che consisteva in trasmissioni di impulsi. Il fisico canadese-americano (1866-1922) sfrutta la scoperta di Lee De Forest e inventa la tecnica per modulare le onde elettromagneti con un segnale elettrico (prodotto da un microfono).
Come nel telegrafo, le onde vengono propagate dall’antenna e trasferiscono con sé le variazioni del segnale di partenza. All’arrivo, il segnale modulante può essere estratto dalle onde con un diodo (lo stesso di Fleming), amplificato con un triodo (del De Forest) e inviato a un altoparlante.

MUSICA E PAROLE

Con il principio della radio possono essere trasmesse musica e parole. Fessenden realizzò la prima trasmissione radio trasmettendo da Brant Rock (Massachusetts) due brani musicali e un discorso sempre sulla frequenza dei 50 kHz, captati a centinaia di chilometri di distanza.
L’unione del telefono (di Meucci e Bell) con la radio fu sperimentata nei primi anni del XX secolo ma, grazie al sistema di Fessenden, un prototipo di radiotelefono intercontinentale fu messo a punto nel 1909 dal medico e fisico italiano Riccardo Moretti e utilizzato nel 1912 dal ministero della Marina per comunicare tra Roma e Tripoli al termine della guerra di Libia. Nel 1915 fu la volta del vero radiotelefono con il primo collegamento stabile tra Arfington (Virginia) e Parigi.

PANATROPE

Panatrope2_Brunswick_1929

Il sistema Panatrope della BrunSwick (intorno al 1929).

Nel 1924, poi, la società americana BrunSwick mise in vendita il Panatrope, primo giradischi con motore elettrico e amplificazione elettronica a valvole, che costituì il primo strumento essenziale per trasmettere la musica non solo nelle case e sale da ballo, ma anche dalle stazioni radio. Con alcune modifiche e implementazioni nelle radio più importanti e ricche, fu predisposta la possibilità di registrare i programmi tramite incisione su disco in vinile.

RADIO STEREOFONIA

Nel 1930 Alan D. Blumlein brevetta un sistema di incisione stereofonica. Il tecnico inglese lavora alla EMI e scopre che la captazione del suono da due diversi microfoni, posti a sinistra e a destra rispetto a un’orchestra, possono ricreare fonti sonore presenti anche al centro della stesso fonte di suono. Con una serie di accorgimenti tecnici Blumlein incide il primo disco stereo nel 1933 con la sinfonia Jupiter di Mozart diretta da sir Ibomas Beccham. Prima di lui era stato l’americano Fletcher della Bell a incidere il primo disco stereofonico ma senza brevettare il proprio sistema di incisione stereo (lo farà solo nel 1936). Responsabili del ritardo furono i dirigenti della Bell che erano dell’avviso che questa soluzione non sarebbe durata molto…

AUTO-RADIO

Autoradio Philco 1920

L’autoradio Philco viene montata su automobili negli anni ’20.

Per ascoltare la radio in un’automobile occorrerà aspettare il 1927, anno in cui la compagnia americana Philco realizza la prima autoradio commerciale a valvole che può essere montata e alloggiata in una vettura dal personale specializzato.

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