Linee guida per un Soggetto radiofonico

Perché la scrittura invisibile in radio è ancora più importante che per la tv o il cinema? Dall'idea iniziale, per arrivare un giorno alla sceneggiatura, occorrono regole e impostazioni di base.
Perché la scrittura invisibile in radio è ancora più importante che per la tv o il cinema?
Dall'idea iniziale, per arrivare un giorno alla sceneggiatura, occorrono regole e impostazioni di base.
Come per il cinema, la televisione e il teatro, ogni soggetto nasce da un'idea. Nei casi più fortunati trova il suo sviiluppo in scaletta e trattamento ma non è sempre vero o utile.
Più risulta forte e affascinante l'idea, meno spazio sul foglio bianco dovrebbe prendere la sua descrizione. L'optimum potrebbe essere anche solo di 100 parole.
L'idea è il motivo dominante di un'opera, contiene il tema di un discorso da aprire con il Soggetto e si svilupperà  (forse anche a un livello sotterraneo) nella sceneggiatura.
L'idea può non essere nuova, anzi, meglio se è vecchia ma ben rodata; non è ideale, ma un vero fotogramma di una situazione reale di vita vissuta che fa pensare a uno stato di cose. Non concorre a essere solo un ricordo ma è destinata a trasformarsi grazie alla fantasia degli autori in qualcosa di altro, dal passato (il fotogramma di vita) al futuribile.
Ma l'ideazione non è svincolata mai dall'uso cui è destinata: quindi occorre pensare a questo primo atto dello scrivere il soggetto come agli strumenti utilizzati per realizzare l'opera finale, al target finale (l'ascoltatore nel caso dei radiodrammi) e alle illusioni che si possono creare.
Parafrasando Ugo Pirro, si può dire che il Soggetto per la radio si scrive con la penna e... il microfono.
La penna viene stretta tra le mani (ovviamente oggi è più comodo avere una tastiera sotto le dita e un programma di videoscrittura) ma il microfono è incorporato nelle orecchie di chi scrive. Lo spazio che si decrive non è lo spazio visivo o udibile dal vero, bensì una porzione della realtà, quella che interessa inquadrare alla lente del radiodrammaturgo. Nel Soggetto si evitano elementi inutili alla storia e atti radiofonici (dialoghi).
Lo scrittore rimane invisibile, in una posizione simile a quella dell'ascoltatore, non rivela mai le sue impressioni e suggestioni (vero canto di sirena per molti soggettisti), scrive un racconto selezionando materiali letterari funzionali che con il trattamento prima, e poi la sceneggiatura, si liquefaranno. Evita ripetizioni e sottolineature, è essenziale.
Nel Soggetto recupera tanta importanza la trovata iniziale, che non dimostra di non essere solo un espediente ma una calamita per i materiali a disposizione del soggettista e dello sceneggiatore, contribuendo a creare l'arco completo di una storia.
La radio ha dei notevoli limiti sensoriali che per paradosso possono trasformarsi in potenzialità interpretative dell'ascoltatore.
Come medium antico non è in grado di visulizzare scene, ma fa vedere la mente con i suoi fonoquadri. Anche in questo è simile al libro che evoca sensazioni immaginifiche in chi legge.
Il primo pericolo risulta costituito dall'eccessivo carattere didascalico che può emergere sia nella scrittura del Soggetto, sia nel trattamento o nella sceneggiatura.
Soprattutto nel Soggetto, che è il primo script dedicato a chi potrebbe produrci, cioè pagarci l'opera ultimata, chi scrive per la radio deve assumersi la responsabilità di farsi capire in modo esaustivo, mirando a ottenere chiarezza letteraria e azione pura e semplice.
In questo, il mezzo radiofonico si avvicina al teatro.
L'attenzione quindi va posta soprattutto su:
1 - punti di vista e prospettive;
2 - ambientazioni;
3 - interpretazione dell'ascoltatore.
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