Le cose nuove dei giovani

Radiodrammi.it è lieta di presentare l'incipit del testo teatrale "Le cose nuove dei giovani" in concorso al Teatro della Pergola di Firenze per il Premio alla Nuova Drammaturgia (giugno 2015). La versione segue il format del Radiodramma. Il premio viene attribuito annualmente all’autore di un’opera drammaturgica originale in lingua italiana o in dialetto, mai rappresentata in pubblico e mai edita, che si ispiri a un tema annualmente individuato dalla Giuria. Per questa edizione il tema individuato è ‘L’eroe’.
Nel testo di Gianni Garamanti viene riletta la storia dello stato sociale di Adriano Olivetti e dell’informatica dell’ingegnere Mario Tchou, che formano in Italia un argomento molto trattato e in egual misura discusso sul web, dove purtroppo la realtà si confonde troppo spesso con la fantasia. Le teorie del complottismo, che fanno breccia tra i bit scritti 50 anni dopo la scomparsa dei due grandi personaggi della storia italiana del XX secolo, sono assolutamente escluse dal tema trattato per la piéce di Garamanti.
L’obiettivo che sta alla base della scrittura de “Le cose nuove dei giovani” è quello che ha guidato le numerose e attente ricerche sui personaggi realmente esistiti, sul contesto politico-sociale degli anni ’50 e sull’attendibilità dei contenuti ed eventi trattati. Il fine è evincere una narrazione dei cambiamenti dal punto di vista di quegli stessi uomini che hanno prodotti quei cambiamenti.
Difficile trovare il vero protagonista in un testo come questo che parla del primo gruppo di tecnici della sezione informatica Olivetti.
Furono pionieri, tutti enormemente eroici e stoici, capaci di lottare con in testa un sogno, contro le barriere culturali di un tempo irrimediabilmente arretrato, contro il volere di un potere politico asservito.
E come nelle grandi realtà aziendali, di ieri e di oggi, il gruppo di sognatori e innovatori informatici si vede costretto ad affrontare prima di tutto resistenze interne (superate in poco tempo), poi quelle del Mercato nazionale (felicemente affrontate), quindi le grandi organizzazioni strutturate e multinazionali.
Il tempo però fu tiranno… tant’è, sappiamo oggi con certezza che se fosse durata qualche anno ancora la sinergia tra le sensibilità e le competenze di Adriano Olivetti e Mario Tchou, l’Italia sarebbe certamente diversa da quella attuale.
L’unica lezione indiscutibile che dovremmo trarre dall’esperienza vissuta nella sezione informatica dell’azienda di Ivrea è che la straordinaria volontà di costruire un asset per una crescita economica e sociale, prima di tutto umana, deve sempre venire dai giovani. Da prospettive nuove e innovative, senza turbamenti o compromessi ambigui.


NOTA: le voci recitanti sono di Aldo Gentileschi (Roberto Olivetti) e Alessandro Anichini (Mario Tchou). Introduce Angela Tozzi.

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